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Domenica, Novembre 17, 2019
La Cripta

La Cripta

Risistemata nel 1994, la cripta–chiesa ipogea è visitabile.

E' una cavità naturale sotterranea, caratterizzata da pareti di calcarenite molto dura.

La cripta venne adibita a sepoltura dei corpi dei confrati, che, terminato il processo di essiccazione effettuato nell'apposito colatoio, erano rivestiti ed esposti nei ripiani di legno addossati alle pareti o, in piedi entro otto nicche. Forse ad occuparsi del trattamento dei cadaveri erano gli stessi Frati Cappuccini famosi per le vicine Catacombe che ispirarono i versi di Ippolito Pindemonte e, indirettamente i Sepolcri di Ugo Foscolo.

Agli inizi del XIX secolo fu proibita questa usanza , piuttosto macabra in verità, e la chiesa ipogea fu spogliata di ogni decorazione e abbandonata. I due accessi alla cripta furono murati e, nel vano della finestra a lunetta che dava sulla strada, venne realizzata una stretta apertura attraverso la quale si gettavano detriti di cantiere.

Grazie ai ragazzi del Centro Monte Grifone (OPUS DEI), si riuscì a recuperare la cripta, infatti in un campo di lavoro svolto nell'estate 1993 si riuscì a svuotarla di ben novanta metri cubi di terriccio e massi. La risistemazione fu portata a termine nel 1994, anche questa volta con il provvidenziale aiuto del secondo campo di lavoro dei ragazzi del “Centro Monte Grifone”. La cripta è composta da tre zone distinte. Quella dell'altare ha una sagoma irregolare dovuta all'adattamento alla cavità naturale. E' coperta da una volta a botte intonacata. Si possono ammirare i fori quadrati delle centine costruttive della volta, praticati sulla faccia del monumentale banco di roccia che copre l'area centrale della cripta.

La zona più vicina alla strada ha pianta rettangolare. La copertura di questa parte della cripta è costituita da un solaio in conglomerato cementizio pieno e dai monconi laterali della preesistente volta a botte. Sulla parete di fondo è stata riaperta la finestra semicircolare, dopo aver rinforzato l'arco che mostrava segni di cedimento. Sotto la finestra si apre la cappella dei bambini, con quattro sepolture a pavimento, una piccola volta a crociera e due nicchie parietali di cui si ignora la funzione, rinvenute sotto l'intonaco durante il campo di lavoro. Per sistemare definitivamente la cappella dei bambini, è stato necessario riparare una vistosa perdita della fogna soprastante, aprendone un tratto di circa tre metri.

Vicino a questa cappella si trova un ulteriore vano, che ospita la prima rampa dell'antica scala di collegamento con la chiesa; la seconda rampa fu sepolta sotto il pavimento della chiesa per favorire l'entrata della Vara. Sarebbe bello, poter svuotare il vano scala, e renderlo visibile applicando una lastra di vetro consona alla funzione di pavimentazione.

Va ricordato che il recupero della chiesa-ipogea di Danisinni, non sarebbe stato possibile senza la premurosa attenzione delle confraternite e senza l'appassionato amore di P. Vito Conigliaro per questa nostra parrocchia; quanto sino ad allora era considerato un sogno, quest'umile frate cappuccino lo ha reso realtà.