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Domenica, Novembre 17, 2019

Cappella delle Anime Sante


     Noi cattolici crediamo che le anime dei defunti, prima di raggiungere il Paradiso, restano in purgatorio per un certo periodo di tempo, per purificarsi (purgarsi) a seconda della pena da scontare a causa dei peccati commessi sulla terra. Addirittura si parla di vari stadi dello stesso luogo dove le anime trascorrono un tempo senza poter godere della visione di Dio.
     Sappiamo anche che i defunti per se stessi non possono pregare per ridurre la propria pena, ma lo possiamo fare noi per loro. Dell’esistenza del Purgatorio siamo certi grazie ai Santi, i quali, vivendo misticamente il rapporto con Dio, di questo luogo ne percepiscono tutta l’essenza.
Ogn'uno di noi può aiutare i propri cari defunti attraverso i mezzi che la Chiesa mette a disposizione come suffragio per le anime del purgatorio e precisamente: l’offerta delle Sante Messe, le opere di carità, i sacrifici offerti, le preghiere specifiche per i defunti e le varie opere di misericordia. Grazie a questi mezzi Dio, nel suo infinito amore, come Dio dei morti e dei viventi interviene ed opera, donando la salvezza alle anime del purgatorio e il sollievo alle creature terrene che vivono, senza volerlo, una realtà bellissima fatta di un grande amore verso le persone care ma defunte che i nostri occhi non possono più vedere, ma il nostro cuore può ancora percepire. L'amore per i cari defunti continua dopo la morte, noi dobbiamo pregare per i defunti, loro pregano per noi.
In passato la devozione per le anime del purgatorio era molto sentita, erano molteplici le preghiere e le giaculatorie in dialetto siciliano, di cui oggi se ne è persa memoria, che invocavano l'aiuto delle Anime Sante del Purgatorio. La credenza popolare dal sapore misto di fede e superstizione, legava molto i problemi della vita quotidiana all'opera delle Anime del Purgatorio.

    Un tempo era usanza recitare la novena e attribuire alle voci della notte, come il latrare di un cane, il miagolio di un gatto, il cigolio di una porta o il passaggio di un carro, la risposta alla domanda che la persona aveva posto alle Sante Anime.

   Nel piano di Danisinni esisteva una antica edicola votiva o meglio una “Cappella” come la chiamiamo noi a Palermo, dedicata alle Anime Sante del Purgatorio. Era molto venerata, si attribuivano ad essa molti fatti straordinari (miracoli), tra l'altro, si racconta che anche gli animali fruirono dei benefici elargiti per intercessione delle Anime Sante, infatti gli animali ammalati che si facevano passeggiare più volte attorno alla cappella ricevevano la guarigione.   

    L'edicola era un monumento a forma di stele poggiata su di un parallelepipedo a base quadrata. Sui quattro lati della stele erano affrescati scene relative alle Anime Sante del Purgatorio che tra il fuoco imploravano l'aiuto del Sacro Cuore di Gesù, di Maria SS., di San Michele Arcangelo e della Sacra Famiglia. Un'inferriata artistica proteggeva il monumento. Nei registri della Confraternita risulta un restauro eseguito dai confrati nel 1946.

    La “cappella” fu costruita perché in quel punto più di una persona aveva avuto delle visioni, addirittura un tale ad una di queste visioni, per la paura fu colto da una febbre violenta che durò per giorni. Quando la febbre cessò raccontò che le Anime Sante chiedevano di pregare per loro, fu proprio lui, a promuovere la costruzione dell'edicola, così che i passanti potessero ricordarsi di pregare per le Anime Sante del Purgatorio.   

    Purtroppo l'edicola non è più esistente, non capisco come nessuno abbia salvaguardato questo segno di religiosità popolare tanto amato al punto che gli anziani ne parlano ancora con tanta devozione.

Tratto dal libro "Danisinni tra storia e leggenda" per gentile concessione dell'autore Pippo Morello.

Antichi racconti

Un tempietto per Padre Pio

     Il 2 maggio 1999, Padre Pio da Pietrelcina venne beatificato dal Santo Padre Giovanni Paolo II. Il mondo cattolico fu attraversato da un forte vento di devozione nei confronti del frate cappuccino. A Palermo ogni quartiere, ogni piazza vuole una immagine del Santo Frate.
tempietto-padre-pio    Anche Danisinni si mobilita per avere l'immagine del Frate taumaturgo. Il parroco, P. Vito Conigliaro, si fa promotore per la costruzione di dell'edicola votiva. Mi affida il compito di preparare il progettino e di dirigere i lavori.

    Sui tre disegni che proposi venne scelto quello poi realizzato, a forma di tempietto.
   Su di una base a forma di parallelepipedo a base quadrata, poggiano quattro colonne a sezione quadrata in c.c.a. rivestite in marmo rosso alicante sormontate da quattro capitelli; due, quelli posti sul davanti sono antichi, donate da un antiquario. Sul retro sono stati collocati due capitelli in marmo, stilizzati, che danno continuità all'intero ordine.   

    I capitelli sorreggono una cupoletta in calcestruzzo, lisciato e colorato di rosso, sormontata da una statuetta marmorea di Gesù Salvatore, all'interno la cupoletta è tinteggiata in azzurro intenso.
Alcune tessere di mosaico dorato applicate in senso sparso creano l'effetto di stelle.

    Per tre lati l'edicola rimane libera, protetta da tre vetri antiscasso, di cui, quello sul davanti, è apribile. Il lato posteriore realizzato in conci di tufo, all'esterno è stato intonacato con malta del tipo impasto Li Vigni bianco. All'interno, alle spalle dell'immagine di Padre Pio, è collocata un'antica lastra di marmo con incisioni, il resto è rivestito di ceramica tipo mosaico.

    Ai lati della base, rivestita in marmi antichi, sono collocate due lapidi; una riporta l'anno di costruzione, l'altra ricorda che l'edicola è dedicata ai Frati Cappuccini che da tanti anni curano la crescita spirituale del nostro quartiere.

    Alla presenza di una grande folla, il tempietto e l'immagine di Padre Pio, furono benedetti il 26 giugno 1999 con una bella cerimonia presieduta da P. Vito Conigliaro e da P. Domenico Spatola, che in quei giorni festeggiava il suo venticinquesimo di Ordinazione Sacerdotale.

Tratto dal libro "Danisinni tra storia e leggenda" per gentile concessione dell'autore Pippo Morello.

L'edicola di Santa Rosalia

All'angolo di via Danisinni e vicolo La Ciura esiste dal 1885 un'edicola votiva di Santa Rosalia.
Nei giorni tristi dell'anno 1885, quando a Palermo imperversavauna grave epidemia di colera, i vicini frati cappuccini siprodigavano ad assistere quei poveretti che il morbo falciava.
Essi davano il Viatico ai moribondi, fu così che un uomo, abitante in via Danisinni spirò prima di deglutire la Sacra Particola, lasciandola cadere dalla bocca. I frati raccolsero l'Ostia Consacrata in un vasetto di terracotta e aiutati dai confrati di Danisinni la sotterrarono proprio dove la pietà popolare eresse un'edicola votiva al SS. Sacramento.
Più tardi, provocato dai ceri, il fuoco bruciò il quadro raffigurante il SS. Sacramento. Il quadro fu sostituito da una statuetta in terracotta di Santa Rosalia.
Per non dimenticare il 3 settembre 1995, è stato ricordato il primo centenario di questo evento con la Santa Messa e l'Adorazione Eucaristica officiata da P. Liborio, all'esterno, proprio davanti l'edicola votiva alla presenza di tanti devoti.

Tratto dal libro "Danisinni tra storia e leggenda" per gentile concessione dell'autore Pippo Morello.