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Lunedì, Ottobre 21, 2019

La Chiesa e le Confraternite del Piano Danisinni

 

Copia di stemma danisinniLa tradizione vuole che mentre alcune donne lavavano i panni nel Papireto, presso la sponda ormai paludosa del fiume, in quello che più tardi fu il piano di Danisinni, un bambino scivolò nell'acqua, la madre accorsa non riuscì a prenderlo, fu come inghiottito. Tra le grida delle donne la madre disperata implorava l'aiuto della Sacra Famiglia: - Gesuzzu, Giuseppe e Maria, salvate sta criaturedda mia - . Ed ecco l'evento straordinario, il bambino scaraventato fuori dall'acqua avvolto da una strana luce. Per questo sul sito, dove più tardi sorse la chiesa, fu eretta una edicola votiva con un'immagine lignea della Sacra Famiglia di Nazareth.

In questo sito, nella zona nord del piano di Danisinni, proprio nella “pirrera”, la cava, intorno al 1740, certo Michele Di Gangi, enfiteuta del convento di Sant'Agatuzza, fece costruire un gruppo di case rurali con annessa una cappella, intitolata a “Gesù, Maria e Giuseppe”.

Nel 1745, aiutato dai padri Pii Operai, Michele Di Gangi riuscì a fondare, con un gruppo di uomini, la Confraternita di “Gesù Maria e Giuseppe”, con sede nella già esistente chiesa del piano di Danisinni.

Dal 1745 al 1751 Michele Di Gangi associa, il gruppo costituito, alla chiesa di San Paolino Agricola alla Guilla (attualmente trasformata in moschea), per la sepoltura, dove i confrati avevano diritto al seppellimento.

In questi anni il Di Gangi trasforma una cavità naturale ipogea, attigua alla cappella, a sepoltura per il seppellimento dei confrati e dei loro familiari conviventi.

Il 23 dicembre 1751, Michele Di Gangi chiedeva alle autorità ecclesiastiche l'autorizzazione a celebrare il culto pubblico, con l'abbinazione di due messe domenicali e festive.

Nel 1753 lo stesso Michele Di Gangi costituiva un beneficio semplice di due onze annue per la chiesa di “Gesù Maria e Giuseppe”.

E' il 21 gennaio 1763, che la Venerabilis Congregationis di “Iesus Mariae Ioseph” chiede il riconoscimento della Chiesa:

.......... per la forma delle leggi canoniche e sinodali sia necessaria la formazione dè capitoli e regole da osservarsi conforme stà prescritto nel Sinodo del fù Monsignor Palafox*; perciò, non volendo più noi vivere senza detta regola, abbiamo stimato di formare li presenti capitoli colli quali governar si debba la Congregazione nell'avvenire.... .

Proprio il 21 gennaio la Chiesa ricorda Sant'Agnese vergine e martire, quasi una profezia quindi, due secoli dopo questa chiesa sarebbe stata intitolata a Sant'Agnese.

Curioso come, lo stesso gruppo di persone, nello stesso giorno 21 gennaio 1763, costituisce anche la “Venerabilis Unionis Iesus Mariae Ioseph”.

Praticamente la Confraternita viene costituita con lo scopo strettamente religioso e devozionale , con la regola da seguire per la cura dell'anima, mentre l'Unione serve a gestire l'amministrazione e i servizi sociali per gli associati e non, che il sodalizio promuove e comunque relative alla Confraternita.

  • Mons. Giacomo Palafox y Cardona, Arcivescovo di Palermo 1677 – 1684. Sicuramente la norma a cui si riferiscono i Confrati, risaliva al governo di questo Arcivescovo.

Un’antica lapide custodita nella cripta della chiesa, ricorda che nel 1763, donna Antonina Laura Russo (forse la moglie del Di 

Gangi), donò alla confraternita il patronato della chiesa, della sepoltura, e dei locali annessi.

La confraternita custodisce anche i capitoli approvati dal governo borbonico il 22 marzo 1833 con decreto n° 1433, sotto Ferdinando II .

Nel 1810 la sezione femminile della confraternita votata al “SS. Cuore Immacolato di Maria” si erige a confraternita con amministrazione, regola e insegne proprie. I capitoli furono approvati dalla Curia Arcivescovile di Palermo solo il 20 febbraio 1923.

La prima pianta della città che riporta la chiesa di Danisinni, è la carta di Gaetano Losieux del 1818, dedicata al principe di Salerno, dove essa è indicata nella stessa composizione spaziale di oggi.

La chiesa, di modeste dimensioni, è ad unica navata divisa in quattro campate rettangolari, di cui una è il presbiterio. L'assenza del transetto non interrompe la continuità dello spazio.

La pianta stretta e lunga della chiesa fa supporre che la matrice geometrica risieda nel parallelepipedo, mentre il rapporto tra l'asse longitudinale e verticale è equilibrato da alcune soluzioni spaziali. L'assenza dell'abside contrae l'asse longitudinale verso la navata, dove lo spazio nella terza campata si dilata nelle cappelle laterali; la stessa campata con la copertura a crociera crea una tensione accentuando l'asse verticale. Lo spazio, pur avendo la matrice geometrica nel parallelepipedo, si contrae tendendo al cubo. Le altre campate sono coperte da volta a botte. Tutta la composizione tende all'unità spaziale. Alla chiesa sono annesse la sacrestia, l'ufficio parrocchiale, le sale dei confrati e i servizi.

Da sempre le Confraternite di Danisinni hanno rivestito il ruolo di centro sociale, diverse le iniziative riportate nei libri della confraternita che attestano importanti opere caritatevoli per i bisognosi del quartiere. Si ricorda per i meno abbienti l'assistenza ai moribondi e il seppellimento a spese della confraternita sino al 1800, il volontariato dei confrati nelle pestilenze, come durante il colera del 1885 a fianco dei frati cappuccini, l'assistenza medica, una specie di mutua alla quale accedevano anche i non confrati, la cura della ricerca di notizie sui militari al fronte nella prima guerra mondiale 1915-1918, la distribuzione del pasto caldo in momenti particolarmente difficili come il dopoguerra nel 1945, le “Lezioni di scrittura” nel 1946/1955 e la costituzione dell'associazione “Insieme per Danisinni ONLUS” il 22 ottobre 1991.