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Domenica, Novembre 17, 2019

Il parroco

 

fra-Mauro

    

Fra Mauro Billetta nasce a Palermo il 16 marzo 1970. Cresciuto a Monreale ha maturato la sua vocazione religiosa all’interno del volontariato sociale cittadino e della parrocchia di S. Castrense. La ricerca di senso e la sensibilità per le fasce di popolazione maggiormente disagiate lo hanno portato ad impegnarsi per numerosi anni all’interno della Caritas diocesana di Monreale e ad approfondire gli studi teologici, dopo il diploma di Geometra, presso la Facoltà S. Giovanni Evangelista a Palermo. Già studente lavoratore, a 26 anni, ha risposto alla chiamata del Signore chiedendo di entrare a far parte della Fraternità dei Cappuccini di Palermo.

Concluso l’itinerario di formazione iniziale, ordinato presbitero il 16 ottobre 2004 da Mons. Cataldo Naro Arcivescovo di Monreale, ha speso i primi anni di ministero a Castelvetrano svolgendo il ruolo di responsabile del Servizio di pastorale giovanile vocazionale della Provincia religiosa.

Dal settembre 2013 insieme a fra Giuseppe Sanzone, Guardiano della Fraternità, vive in piazza Danisinni ed il 20 maggio 2014 ha assunto con gratitudine e commozione il Ministero di Parroco della nostra Parrocchia S. Agnese V.M.

Si presenta ricordandosi che la vita è costante ricerca e provocazione continua, un’avventura in cui la vocazione è dono da custodire e, al contempo, da spendere con generosità.

 

Prega con noi

La mia chiesa


Piccola e linda all'ombra della vita,
semplice casa del nostro buon Gesù.


Umile e grande per gli ultimi fratelli,
gioia infinita dell'anima mia.


Unico faro di questa mia borgata
travagliata, dolente e abbandonata.


Santuario Luminoso della Famiglia Santa.
Spera di sole nel buio della vita di chi spera
nell'eternità.

La Preghiera

CHE COS'E' LA PREGHIERA?

« Per me la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il cielo, è un grido di riconoscenza e di amore nella prova come nella gioia ».

La preghiera come dono di Dio

« La preghiera è l'elevazione dell'anima a Dio o la domanda a Dio di beni convenienti ». Da dove partiamo pregando? Dall'altezza del nostro orgoglio e della nostra volontà o « dal profondo » (Sal 130,1) di un cuore umile e contrito? È colui che si umilia ad essere esaltato. L'umiltà è il fondamento della preghiera. « Nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare » (Rm 8,26). L'umiltà è la disposizione necessaria per ricevere gratuitamente il dono della preghiera: l'uomo è un mendicante di Dio.

« Se tu conoscessi il dono di Dio! » (Gv 4,10). La meraviglia della preghiera si rivela proprio là, presso i pozzi dove andiamo a cercare la nostra acqua: là Cristo viene ad incontrare ogni essere umano; egli ci cerca per primo ed è lui che ci chiede da bere.
Gesù ha sete; la sua domanda sale dalle profondità di Dio che ci desidera. Che lo sappiamo o non lo sappiamo, la preghiera è l'incontro della sete di Dio con la nostra sete. Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui.

« Tu gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva » (Gv 4,10). La nostra preghiera di domanda è paradossalmente una risposta. Risposta al lamento del Dio vivente: « Essi hanno abbandonato me, sorgente d'acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate » (Ger 2,13), risposta di fede alla promessa gratuita di salvezza, risposta d'amore alla sete del Figlio unigenito.

La preghiera come alleanza

Da dove viene la preghiera dell'uomo? Qualunque sia il linguaggio della preghiera (gesti e parole), è tutto l'uomo che prega. Ma, per indicare il luogo dal quale sgorga la preghiera, le Scritture parlano talvolta dell'anima o dello spirito, più spesso del cuore (più di mille volte). È il cuore che prega. Se esso è lontano da Dio, l'espressione della preghiera è vana.

Il cuore è la dimora dove sto, dove abito (secondo l'espressione semitica o biblica: dove « discendo »). È il nostro centro nascosto, irraggiungibile dalla nostra ragione e dagli altri; solo lo Spirito di Dio può scrutarlo e conoscerlo. È il luogo della decisione, che sta nel più profondo delle nostre facoltà psichiche. È il luogo della verità, là dove scegliamo la vita o la morte. È il luogo dell'incontro, poiché, ad immagine di Dio, viviamo in relazione: è il luogo dell'alleanza.

La preghiera cristiana è una relazione di alleanza tra Dio e l'uomo in Cristo. È azione di Dio e dell'uomo; sgorga dallo Spirito Santo e da noi, interamente rivolta al Padre, in unione con la volontà umana del Figlio di Dio fatto uomo.

La preghiera come comunione

Nella Nuova Alleanza la preghiera è la relazione vivente dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo Gesù Cristo e con lo Spirito Santo. La grazia del Regno è « l'unione della Santa Trinità tutta intera con lo spirito tutto intero ». La vita di preghiera consiste quindi nell'essere abitualmente alla presenza del Dio tre volte Santo e in comunione con lui. Tale comunione di vita è sempre possibile, perché, mediante il Battesimo, siamo diventati un medesimo essere con Cristo. La preghiera è cristiana in quanto è comunione con Cristo e si dilata nella Chiesa, che è il suo corpo. Le sue dimensioni sono quelle dell'amore di Cristo.